COMITATO PROMOTORE DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Principi e strumenti per la tutela del diritto contadino a produrre,  delle aziende agricole e allevatrici, del ciclo corto, dell’accesso al cibo, dei valori culturali e tradizionali del cibo e della cura agroambientale del territorio finalizzata alla realizzazione della sovranità alimentare

 

Proposta delle linee guida da assumere nella stesura del testo delle legge

e del percorso per la realizzazione del comitato per la raccolta delle firme

 

 

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Motivazioni e finalità.

La sopravvivenza di decine di migliaia di aziende agricole e allevatrici italiane è a rischio e, con loro, sono a rischio la tenuta ambientale, sociale ed economica di intere aree del nostro Paese, centinaia di migliaia di posti di lavoro, la qualità del cibo per i nostri cittadini ed un intero sistema produttivo che si è determinato in millenni di produzione culturale, cura del territorio, e relazioni umane e sociali.

In 40 anni sono stati circa sette milioni gli ettari di superficie  abbandonati dall’attività agricola, oltre un terzo della superficie complessiva attuale; in montagna sono stati 1,3 milioni gli ettari abbandonati, il 42% della superficie attualmente coltivata in queste zone.

Un trend che ha avuto una accelerazione negli ultimi 10 anni, nel corso dei quali solo  in montagna sono stati abbandonati circa 540.000 ettari di superficie e oltre 160000 sono le aziende agricole che hanno abbandonato l’attività, sempre più spesso per effetto di prezzi alla produzione che scendono ormai costantemente sempre sotto i costi produttivi minimi mentre i prezzi al consumo aumentano irresponsabilmente.

Questo quadro richiede una svolta ampia dell’approccio con cui vengono affrontate le scelte politiche e sociali che incidono sull’agricoltura (ovvero sull’intero ciclo di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti).

Le scelte politiche e sociali devono essere improntate a riaffermare priorità che finora sembrano cancellate o perlomeno considerate marginali: occorre riaffermare con certezza la centralità degli interessi dei produttori, dei lavoratori, dei cittadini consumatori, degli esseri viventi e dell’ambiente nella gestione dei processi economici e territoriali.

A questi obiettivi corrisponde con chiarezza la proposta della sovranità alimentare avanzata dai movimenti e le organizzazioni aderenti a Via Campesina e rilanciata dal forum mondiale tenuto recentemente a Bamako.

Una legge di iniziativa popolare sulla sovranità alimentare, dunque, ha la finalità principale di proporre alle istituzioni un punto di vista ispiratore delle scelte in materia di agricoltura e alimentazione non coincidente con la logica dominante del primato della competizione sul mercato come unico regolatore delle relazioni economiche e sociali.

Ha, anche, la finalità di introdurre una serie di strumenti operativi che ispirandosi alla sovranità alimentare consentano di affrontare la crisi del sistema agricolo con percorsi alternativi a quelli che finora si sono mostrati inefficaci o fallimentari.

Infine, per la sua caratteristica di proporsi come esempio di un processo dinamico iscrivibile alle pratiche della “partecipazione democratica”, si pone l’obiettivo di stimolare consapevolezza fra i cittadini promuovendo comportamenti sociali responsabili ed inclusivi. A tal fine il percorso proposto della forma della  legge di iniziativa popolare ci permette di lavorare al massimo del coinvolgimento possibile

 

Il percorso per la presentazione della legge

Proponiamo la costituzione di un Comitato Nazionale per la Legge di Iniziativa popolare aperto a tutti i soggetti (organizzati e singoli) che riconoscono il documento sulla Sovranità Alimentare proposto dalle organizzazioni di Via Campesina.

Questo Comitato dovrà essere il luogo in cui discuteremo e scriveremo il testo definitivo sulla base di una proposta avanzata dai movimenti contadini italiani che si riconoscono in Via Campesina.

Il Comitato si costituisce come nazionale e può articolarsi con dimensione territoriale con l’obiettivo di promuovere l’inclusione di tutti i soggetti e le esperienze che vorranno parteciparvi sia nella fase di raccolta delle firme che in quella di stesura del testo definitivo della legge.

Il Comitato a partire dalla data del 27 Marzo, si da un tempo di due mesi per discutere il testo e fissa una prima iniziativa seminariale per il giorno 17 Aprile 2007 (giornata mondiale delle lotte contadine promossa da Via Campesina in occasione della strage di Eldorado Carajas operata in Brasile ai danni dei militanti del MST).

Entro il mese di Giugno il testo della legge dovrà essere depositato in Cassazione perché venga ammesso alla raccolta delle firme.

Entro quella data, inoltre, il Comitato dovrà aver definito una campagna di raccolta delle firme orientato al coinvolgimento di Istituzioni locali e nazionali, eletti, forze politiche, sindacali, sociali, associative e, soprattutto, dell’opinione pubblica italiana e della realtà contadine.

A partire dalla data della pubblicazione del testo nella Gazzetta Ufficiale, il Comitato curerà la campagna di raccolta delle firme con l’obiettivo di coinvolgere attivamente centinaia di migliaia di cittadini nella sottoscrizione della legge.

Il Comitato stesso, durante la campagna di raccolta delle firme, aprirà tavoli di confronto con le istituzioni territoriali (Regioni, Province e Comuni) perché, mentre si sviluppa l’iniziativa nazionale, dove vi siano le condizioni possibili si adottino già provvedimenti che ne assumono le proposte (è possibile, per esempio, che le Regioni già si dotino di una legge regionale o di provvedimenti che istituiscono strumenti operativi per la Sovranità Alimentare)

 

Linee guida per la  proposta della legge avanzate dalle realtà sociali del movimento contadino.

N.B. Quella che segue è la proposta che le realtà contadine proponenti avanzano per avviare la discussione, dunque è aperta al confronto ed al contributo. Ad ogni modo al comitato promotore costituito sarà avanzata la proposta articolata frutto di questa impostazione.

 

La legge che proponiamo dovrà avere alcune caratteristiche fondamentali:

-          Avere caratteristiche di generalità sufficientemente ampie da definirsi come indicazione di sistema verso un approccio diverso alla produzione e al consumo del cibo

-          Fissare, dunque, principi e obiettivi che le istituzioni assumono in modo che in essi possano riconoscersi e unificarsi i diversi sistemi agroalimentari, produttivi e sociali territoriali

-          Indicare, senza la velleità di riscrivere la Riforma Agraria (di cui pure ci sarebbe grande necessità per riconoscere le modificazioni intervenute nel rapporto fra agricoltura e società contribuendo a ridefinire il ruolo stesso della produzione agricola), per ogni principio che indichiamo come base per garantire l’altra agricoltura necessaria, alcuni strumenti ed alcuni obiettivi concreti che “aprono” percorsi operativi concreti

-          Conquistare, attraverso la consulta nazionale e i dipartimenti regionali per la sovranità alimentare, spazi di confronto inclusivi e democratici fra i contadini, la società e le istituzioni ove si possano verificare esempi partecipati di scelte operative per affrontare la crisi e la condizione rurale e di chi consuma il cibo

 

Proponiamo, dunque,  che la proposta di legge si articoli attorno a questi principi/articoli:

 

1)    Definizione delle finalità:

1a) la legge ispira principi guida con cui affrontare la produzione, il consumo degli alimenti e la gestione del territorio rurale

1b) richiamo ai principi della costituzione, dell’ONU, della FAO ed al documento prodotto dai movimenti contadini di Via Campesina

1c) la legge offre alle istituzioni nazionali e regionali strumenti operativi

 

2)    Principi ispiratori (ovvero i principi che ispirati dalla proposta della sovranità alimentare le istituzioni assumono e riconoscono)

2a) L'agricoltura e l'alimentazione sono valori fondamentali per tutti i popoli,

2b) Ogni popolo ha il diritto di scegliere il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti.

2c) Gli alimenti devono essere prodotti mediante sistemi di produzione diversificati, su base contadina, rispettosi dei valori culturali e ambientali che il territorio esprime  

2d) E’ definita come modalità contadina della produzione quel modo di produrre il cibo in cui sia prevalente la funzione del lavoro sugli altri aspetti della gestione aziendale.

2e) La sovranità alimentare è, al tempo stesso, il diritto contadino a produrre ed il diritto cittadino al cibo.

2f) La sovranità alimentare rivendica relazioni eque fra i popoli, i sistemi agricoli e le nazioni senza negare il commercio internazionale. No al dumping.

2g) La sovranità alimentare, nel suo obiettivo di sancire il diritto contadino a produrre e quello dei cittadini al cibo, si propone come un articolato sistema di democrazia partecipata con la finalità di restituire protagonismo e responsabilità nelle scelte alla società.

 

3)  Istituzione della consulta nazionale e dei dipartimenti regionali per la sovranità alimentare

3a) viene istituita  consulta nazionale per la sovranità alimentare

3b) si da, similmente, alle regioni ed alle province autonome la facoltà di istituire i dipartimenti regionali per la sovranità alimentare

3c) la consulta nazionale e i dipartimenti regionali, ogni anno, lavorano a presentare un piano per la sovranità alimentare e si attivano per realizzarne l’attuazione

 

4)    Strumenti e principi relativi al diritto a produrre

3a) Articolo di principio in cui lo Stato Italiano si impegna a promuovere e sostenere modelli agricoli in cui sia garantito come centrale il diritto degli agricoltori e degli allevatori a produrre il cibo

 3b) Viene definito il diritto a produrre come diritto all’accesso a beni “comuni” come la terra, l’acqua, i semi e a diritti fondamentali come il credito, l’informazione, ecc..

3b) misura per la responsabilità civile di chi affitta i terreni nei confronti degli impegni contratti dagli affittuari (al fine di scoraggiare la speculazione derivante dall’uso dei terreni senza sostenerne i costi messa in opera da società “fantasma”)

3c) viene istituita la “banca della terra” (le terre possono essere conferite in gestione vincolata ad un fondo in cambio del non pagamento degli oneri di proprietà, le terre vengono concesse su progetto in uso a contadini che ne propongono l’uso produttivo)

3d) viene istituita una commissione nazionale che ad ogni stagione agraria fissa il costo minimo di produzione sotto del quale si verifica il dumping

3e) Viene adottato un piano per l’agricoltura sociale che, su base triennale, promuove e monitorizza iniziative riferibile all’agricoltura sociale

3f) Viene istituito un fondo nazionale di garanzia e solidarietà di concerto con il sistema bancario che, sulla base di progetti presentati alla consulta per la sovranità alimentare, interviene con iniziative finanziarie per sostenere la riconversione di aziende agricole verso forme produttive compatibili con gli obiettivi della sovranità alimentare

3g) Viene riconosciuto il valore etico delle produzioni vincolando i prodotti alla dichiarazione di rispetto di diritti e condizioni del lavoro dipendente necessario a produrli

 

 

5)    Principi e strumenti relativi al ciclo corto

 

5a) Indirizzo di principio sull’obiettivo dello stato di promuovere il ciclo corto e definizione del ciclo corto

5b) Misura che vincola le mense pubbliche anche quando date in gestione a soggetti privati di usare prodotti ortofrutticoli freschi raccolti entro tre giorni, ad acquistare una percentuale significativa di prodotto in ambito regionale

5c) Misura per promuovere e sostenere i gruppi di acquisto e le pratiche del ciclo corto

5e) Misura per favorire i mercati contadini e la vendita diretta

5f) Viene istituito un tavolo di lavoro permanente con la grande distribuzione finalizzato ad incentivare le forme di ciclo corto

 

6)    Principi e strumenti relativi al contrasto del dumping

6a) Indirizzo di principio: lo stato contrasta il dumping (il dumping si manifesta ogni volta che un prodotto viene immesso su un mercato di vendita ad un costo inferiore al costo produttivo di riferimento di quel prodotto sullo stesso mercato)

6b) Lo stato e le regioni favoriscono relazioni eque negli scambi commerciali e promuovono scambi e relazioni fra i produttori e consumatori dell’area mediterranea

6c) A far data dalla data di entrata in vigore della legge le merci ortofrutticole possono essere importate solo attraverso punti di frontiera definiti in cui sia possibile esercitare controlli strutturati e garantiti

 

 

7)    Principi e strumenti relativi alla valorizzazione delle produzioni italiane

7a) Articolo che fissa i principi: lo stato e le istituzioni operano per valorizzare, difendere e promuovere le produzioni legate al territorio

7b) Vengono riconosciute come produzioni italiane quelle in cui tutta la materia prima (con sole motivate e marginali deroghe) sia prodotta in Italia e, a tal fine, si promuove un piano per la loro valorizzazione e tutela

7c) Viene riconosciuto il valore proposto dai principi della sovranità alimentare di produzioni senza ogm come obiettivo forte da perseguire per tutelare le nostre produzioni contadine dal rischio di standardizzazione che produce effetti fortemente negativi. A tal fine si impegnano la Consulta Nazionale  e i Dipartimenti Regionali al massimo dell’impegno 

7d) Viene assunta la valorizzazione e tutela del nostro patrimonio agrozootecnico di biodiversità come obiettivo fondamentale; si da mandato alla Consulta Nazionale ed ai dipartimenti di promuovere ogni azione di tutela anche costituendosi come luogo di coordinamento delle tante competenze frammentate e disperse in materia. Si riconosce ai contadini il valore sociale, economico e culturale derivante dalla pratica di coltivazione, scambio e gestione del patrimonio di biodiversità e si sancisce il principio di forte responsabilità della “custodia dei semi e dei geni” contadina. Alla Consulta viene dato il compito di avanzare una proposta normativa per consentire lo scambio contadino dei semi e dei geni.

 

 

8)    Principi e strumenti relativi al diritto dei cittadini al cibo

8a) Articolo che sancisce il riconoscimento del diritto cittadino ad un cibo sano, di qualità, dal valore nutritivo adeguato ed a prezzi accessibili

8b) La Consulta, che ha definito i prezzi minimi di produzione sotto cui si verifica il dumping, monitorizza i prezzi al consumo segnalando alle autorità ed all’opinione pubblica gli aumenti di prezzi al consumo derivanti da possibili ingiustificate manovre speculative

8c) All’interno del Piano Nazionale e di quelli Regionali, considerata l’importanza di un’informazione corretta sui consumi e i comportamenti sociali che li definiscono, viene posta particolare attenzione a favorire campagne e iniziative che assicurino la più diffusa consapevolezza. È possibile proporre tavoli di coordinamento delle iniziative già in essere per orientarle verso la sovranità alimentare o, eventualmente, di adottarne di nuove

 

9)    Principi e strumenti per la tutela agroecologica del territorio

9a) Articolo che sottolinea l’importanza di un approccio agroecologico all’agricoltura per la tutela dell’ambiente e la conservazione del territorio e della salute

9b) Lo stato e le istituzioni locali si impegnano a difendere e valorizzare tutte le forme di produzione che favoriscono modelli agroecologici in particolare quelle riferite al biologico

9c) La Consulta Nazionale e i Dipartimenti Regionali propongono misure di orientamento per valorizzare la funzione sociale dell’agricoltura, la multifunzionalità dell’azienda agricola, le forme di reddito legate all’azienda legate alla gestione ambientale dell’ambiente rurale.