Appello dei contadini di Altragricoltura Foro Contadino
Per la Sovranità Alimentare è l'ora!
Come parte del movimento contadino italiano, avendo assunto a riferimento l’esperienza internazionale di Via Campesina, in un lungo percorso di confronto e di iniziative maturato negli anni scorsi, abbiamo deciso di lavorare alla presentazione di una proposta di legge che indichi i principi e gli strumenti per sostenere il diritto contadino a produrre e cittadino al cibo.
La sopravvivenza di decine di migliaia di aziende agricole e allevatrici italiane è a rischio e, con loro, sono a rischio la tenuta ambientale, sociale ed economica di intere aree del nostro Paese, centinaia di migliaia di posti di lavoro, la qualità del cibo per i nostri cittadini ed un intero sistema produttivo che si è determinato in millenni di produzione culturale, cura del territorio, e relazioni umane e sociali. In 40 anni sono stati circa sette milioni gli ettari di superficie abbandonati dall’attività agricola, oltre un terzo della superficie complessiva attuale; in montagna sono stati 1,3 milioni gli ettari abbandonati, il 42% della superficie attualmente coltivata in queste zone. Un trend che ha avuto una accelerazione negli ultimi 10 anni, nel corso dei quali solo in montagna sono stati abbandonati circa 540.000 ettari di superficie e oltre 160000 sono le aziende agricole che hanno abbandonato l’attività, sempre più spesso per effetto di prezzi alla produzione che scendono ormai costantemente sempre sotto i costi produttivi minimi mentre i prezzi al consumo aumentano irresponsabilmente. Entro il 2012 è fondato il rischio di perdere il 40% delle nostre aziende.
Gli effetti della globalizzazione dei mercati stanno piegando un intero sistema produttivo, economico e sociale di relazione col territorio. I rischi grandi sono che l’Europa diventi un grande mercato di consumi agroalimentari senza il lavoro contadino e che l’Italia lasci il compito di gestire il suo grande patrimonio di “made in Italy” alle multinazionali.
Occorre un cambiamento profondo delle scelte politiche e sociali. Un cambiamento ormai non più rinviabile che sappia rispondere alla cresciuta sensibilità della società ed ai rischi ambientali come segnala l’allarme crescente per i cambiamenti climatici su cui la stessa agricoltura ha pesanti effetti.
Noi, movimenti contadini impegnati in questi anni con le nostre pratiche e le nostre mobilitazioni a cercare la strada di un’altra agricoltura possibile, oggi assumiamo la responsabilità di avanzare la proposta, partendo da quella della Sovranità Alimentare avanzata dai movimenti internazionali di Via Campesina.
Proponiamo una legge di iniziativa popolare che impegni le istituzioni ad assumere principi di indirizzo, obiettivi operativi ed a dotarsi di strumenti concreti e che si riconoscano come centrali i diritti dei contadini e dei cittadini e la tutela ambientale e della salute.
Chiediamo che, conseguentemente, si fissino obiettivi concreti e operativi e strumenti per promuovere questi diritti e per favorire la tutela del nostro patrimonio di culture e colture (lavoro, ciclo corto, qualità e sicurezza alimentare, tutela e valorizzazione ambientale, sociale e culturale dell’ambito rurale).
Lavoriamo alla realizzazione di spazi di coinvolgimento fra i cittadini, i contadini e le istituzioni sia nazionali che territoriali per assumere gli orientamenti e le scelte sulla base delle istanze di partecipazione democratica che avanzano dalla società e che garantiscono il diritto effettivo delle comunità di scegliere il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo.
Sappiamo che la Sovranità Alimentare non la otterremo per legge, che il cammino è lungo, che un'altra agricoltura è possibile in un cambiamento profondo di società ma per noi la proposta di legge è uno strumento in più per riunificare quella parte di società che sceglie già oggi di lavorare ad un nodello di produzione e consumo del cibo equo e giusto. Per questo chiamiamo tutti a far parte del comitato promotore della legge e a lavorare insieme per rilanciare le nostre pratiche, mobilitazioni, lotte.
La nostra è la proposta che avanziamo come movimenti contadini legittimati dalle nostre pratiche e le nostre mobilitazioni. Sarà nel Comitato Promotore e nei territori che svilupperemo il confronto con quanti condivideranno il nostro sforzo per scrivere il testo definitivo della legge che presenteremo nelle sedi istituzionali e su cui avvieremo nei prossimi mesi la campagna per la raccolta delle centinaia di migliaia di firme necessarie.