comitato per la legge di iniziativa popolare

per la tutela del diritto contadino a produrre,  delle aziende agricole e allevatrici, del ciclo corto, dell’accesso al cibo, dei valori culturali e tradizionali del cibo e della cura agroambientale del territorio finalizzata alla realizzazione della sovranità alimentare

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APPELLO AGLI UOMINI ED ALLE DONNE DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO

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Siamo Gianni Aiello e Ulderico Pesce, due attori. Nel nostro lavoro abbiamo incontrato diverse volte le esperienze del movimento contadino antiliberista italiano impegnato con le sue mobilitazioni e le sue pratiche ad affermare il diritto a produrre, ad un cibo sano e garantito  e ad una modalità responsabile della produzione.

I contadini italiani che si riconoscono in Via Campesina, organizzati in Altragricoltura, hanno avanzato una proposta di legge di iniziativa popolare, costituendo un comitato nazionale che entro giugno ne depositerà il testo e che, successivamente, si adopererà per raccogliere centinaia di migliaia di firme in tutt'Italia producendo un grande sforzo di mobilitazione, controinformazione, iniziativa (La Marcia Contadina Italiana per la sovranità alimentare).

Quello che segue è il testo di un appello rivolto ad artisti e uomini e donne di cultura per sostenere la proposta. Siamo in una fase davvero delicata per il destino del nostro patrimonio di lavoro agricolo ed abbiamo bisogno di un grande cambiamento.

Oggi i contadini si fanno parte responsabile di una proposta che parla a tutta la società. Noi dobbiamo scendere in campo al loro fianco. La lotta per le terre del secolo scorso, grazie anche all'alleanza fra contadini e mondo della cultura, ha saputo aiutare il nostro paese ad uscire da rapporti sociali feudali costruiti sulla proprietà della terra, oggi dobbiamo uscire dal rischio di una nuova barbarie e un nuovo feudalesimo: quello del dominio delle multinazionali e di una globalizzazione del cibo che svuota le nostre relazioni sociali e umane di cultura, giustizia, etica.

Ti proponiamo di aderire e diffondere questo appello e di renderti disponibile a concordare percorsi di sostegno e iniziative per accompagnare la campagna di raccolta delle firme.

Gianni Aiello e Ulderico Pesce

REFERENTI PER L'APPELLO:

Ulderico Pesce - Centro mediterraneo delle arti (vedi)

Gianni Aiello - Associazione di Terra e di Mare produzioni Culturali (vedi)

ADESIONI

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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GLI UOMINI E LE DONNE DELL'ARTE, DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO CON I CONTADINI PER LA SOVRANITA' ALIMENTARE

 

L’intero sistema produttivo agricolo che si è determinato in millenni di produzione culturale, cura del territorio, relazioni umane e sociali è in pericolo.

La sopravvivenza di decine di migliaia di aziende agricole e allevatrici italiane è a rischio e, con loro, sono a rischio la tenuta ambientale, sociale ed economica di intere aree del nostro Paese.

Negli ultimi 10 anni, in montagna sono stati abbandonati circa 540.000 ettari di superficie e oltre 160000 sono le aziende agricole che hanno abbandonato l’attività.

Questo quadro richiede una svolta ampia dell’approccio con cui vengono affrontate e gestite le scelte politiche e sociali che incidono sull’agricoltura (ovvero sull’intero ciclo di produzione, distribuzione e consumo degli alimenti) e a questi obiettivi corrisponde con chiarezza la proposta della Sovranità Alimentare avanzata dai movimenti mondiali e le organizzazioni aderenti a Via Campesina e rilanciata dal forum mondiale tenuto recentemente a Bamako.

Il 27 marzo 2007, i contadini italiani che vi si riconoscono, hanno presentato, per la prima volta in un paese occidentale, una proposta di legge di iniziativa popolare sulla Sovranità Alimentare che ha la finalità principale di proporre alle istituzioni ed alla società un modello agricolo di produzione, distribuzione e consumo del cibo in cui sia centrale l'interesse dei consumatori, dei contadini, dei lavoratori e del territorio e non quello delle multinazionali e della speculazione finanziaria.

La legge propone  un processo dinamico che promuove, fra l’altro,  il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte richiamandosi alle pratiche della partecipazione democratica e  ponendosi l’obiettivo di stimolare consapevolezza e comportamenti sociali responsabili ed inclusivi.

Soprattutto indica alle istituzioni e alla politica da che parte stare, in quale direzione operare e quali strumenti mettere in campo.

Tra i rischi di una politica senza la Sovranità Alimentare c’è quello della perdita delle tradizioni alimentari così ricche e varie nel nostro Paese e che tanta parte hanno nel definire come unico il nostro patrimonio culturale.

La scomparsa di quelle tradizioni produttive legate al cibo, sostituite dai valori proposti dalle  multinazionali dell’alimentazione che troppo spesso danneggiano la nostra salute, ci renderebbe tutti più poveri e contribuirebbe a svuotare di stimoli e significati le nostre stesse pratiche artistiche e culturali, lasciando il nostro spazio rurale senza più il lavoro degli agricoltori e le nostre città piene di merci senza cultura, sapore, qualità.

Oggi i contadini si fanno parte responsabile di una proposta che parla a tutta la società. Noi dobbiamo scendere in campo al loro fianco. La lotta per le terre del secolo scorso, grazie anche all'alleanza fra contadini e mondo della cultura, ha saputo aiutare il nostro paese ad uscire da rapporti sociali feudali costruiti sulla proprietà della terra, oggi dobbiamo uscire dal rischio di una nuova barbarie e un nuovo feudalesimo: quello del dominio delle multinazionali e di una globalizzazione del cibo che svuota le nostre relazioni sociali e umane di cultura, giustizia, etica.

 Per questo noi artisti sosteniamo la proposta di legge e proporremo una serie di iniziative ed eventi che accompagneranno la campagna di raccolta delle firme partendo dalle scuole con gli strumenti comunicativi che abbiamo a disposizione, così come ci siamo già mobilitati contro la guerra e per il diritto alla terra.